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Il Castellaccio,
"castelasc" in dialetto, è quanto rimane di una torre di origine basso medievale. Poche tracce sono rimaste del suo uso strategico mentre sono fiorite numerose leggende intorno ai suggestivi resti delle sue mura.
Si racconta che un signorotto locale chiamato "il Ficano", forse l'ultimo abitante del vicino castello di
Rezzonico, governasse con mano pesante sui contadini locali. Sembra che il Ficano avesse addirittura scavato dei cunicoli collegando la torre al castello e forse al Palazzo di Mastena e usasse questi cunicoli per i suoi sinistri fini.
Come altri signorotti dell'epoca, il Ficano applicava la "jus primae
noctis" pretendeva cioè di giacere con la sposa nella sua prima notte di matrimonio. Questo gli costò la vita. Un giovane del paese, sconvolto dalla gelosia, si presentò all'appuntamento travestito da donna e trovatosi infine davanti al lussurioso despota, lo trafisse con un pugnale. La data scolpita nella roccia nei pressi del Castellaccio indica il luogo del delitto.
La storia del Ficano, verità o leggenda, si è tramandata nei secoli di bocca in bocca incuriosendo generazioni dopo generazioni e, se vi fermate a riposare un poco all'ombra dei castagni e dei faggi che incoronano il Castellaccio, dalle brume del tempo i lugubri passi del Ficano sembrano ancora risuonare sul ciottolato dell'Antica Regina. |