|
A Santa Maria, tra il
lago ed il tracciato dell’antica strada “Regina” si conservano
i resti di un’imponente struttura inquadrabile cronologicamente
tra l’età tardoromana e l’epoca altomedioevale.
L’edificio attualmente visibile faceva parte di un complesso
edilizio più ampio che si estendeva anche nell’area dove ora
sorge la bellissima
chiesa, nel giardino della casa parrocchiale, nella piazzetta
antistante la chiesa, dove nel 1972 sono state ritrovate le
fondazioni di una torre di forma circolare, e fra la strada
provinciale e la spiaggia. La frequentazione del sito già dalla
prima età romana imperiale è attestata dalla presenza di due
epigrafi, l’una dedicata a “Neptuno et dis aquatibus” ,
l’altra a Lucio Minicio, figlio di Lucio della tribù ofentina,
flamine di Tito Vespasiano ora incastonata nel muro di una chiesa di
Menaggio.
Scavi archeologici sono stati effettuati numerose volte e hanno
portato al ritrovamento di monete, vasellame e altro materiale.
I lavori per
preservare questa importante vestigia del nostro passato e
permetterne la visita al pubblico dovrebbero cominciare nei prossimi
mesi. |