Gallio Gallio
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  due minuti di storia  local histories deux minutes d'histoire  
         

 



due minuti di storia locale :    "Il Legria"

Cerri Carlo, denominato il Legria, di Gallio, terra della comunità di S. Siro, parrocchia di S. Maria di Rezzonico. Il Cerri s'intromise nell'armata cattolica del Cappelli a solo fine di poter arricchirsi e vivere bene coi delitti e i derubamenti, avendone commessi molti nel corso di sua carriera come brigante, non risparmiando di perseguitare persino le persone insignite di sacra autorità; basta dire, sapesse fossero partigiani dei francesi, erano questi sicuri d'essere colti nel laccio, quando gli venisse fatto di averli, o colla morte o colle contribuzioni in denaro od effetti preziosi. In tutti i fatti eseguiti dai briganti, nel tempo che operarono delitti anche atroci e prepotenze nei distretti di Dongo, Gravedona e Menaggio, il Cerri n'era a parte, compagno indivisibile del Carciocco e del Bolò. 
Si associò ancora alla così detta armata dei patrioti comaschi e del Lario, che portaronsi a Salò per combattere contro di quella popolazione, e che in fretta dovettero di poi fare fardello e retrocedere pel timore d'essere distrutti.
Il Cerri, in quella circostanza, venne al suo paese con del denaro, acquistato colla prepotenza ed il delitto; ed in breve tempo lo dissipò come succedette lo stesso ad altri di consimile genia di vari paesi dell'in allora dipartimento del Lario.
Per superiore disposizione del Governo francese in Italia, si volevano, ad ogni costo, distrutti i briganti componenti l'armata cattolica, comandata dal Cappelli; quindi, a tale annunzio, molti si dispersero, perché perseguitati dalla forza armata, ed il Cerri rifugiossi in Svizzera, commettendo colà delitti di ogni sorta; ed insubordinato alle leggi prescritte da quel Governo, sempre si sottrasse alle ricerche d'essere preso e condannato. Ritrovandosi un giorno il Cerri stretto dalla forza armata, e sicuro della presura, giunto, fuggendo, su di un ponte di un fiume, rivoltosi indietro con invitto animo e fermezza, ai sgherri che erano lì lì per fermarlo, loro disse: "ricordatevi che dei Legria non se ne prendono…" e gettossi nel fiume, e la corrente lo trasportò da lungi, e fu ritrovato morto dopo passati alcuni giorni.



Local History : "Il Legria"

Carlo Cerri, known as “Legria” was born in Gallio in the county of San Siro, parish of S. Maria Rezzonico. Carlo joined the “Armata Cattolica” lead by Agostino Capelli only to make as much money as possible and get rich quickly with murders and robberies. Carlo Cerri would not stop at anything in order to follow his inclination and often aimed his sinister deeds towards local authorities. He was part of virtually every action taken by the “Armata Cattolica” in those dark years along with  “Bolò” and “Carciocco”.

He also joined the so called “Armata dei Patrioti Comaschi e del Lario” that fought and was defeated in Salò. He then came back to his native Gallio where he started spending the money he got from his crimes. The French army started chasing the “Armata Cattolica” harder and harder determined to get rid of them once and for all, Carlo escaped to Switzerland where he kept his style of life robbing and killing whenever it suited him best. His end was dramatic as all his life was. Trapped on a high bridge, he turned defiantly towards his chasers and shouted “remember, nobody catches Legria!” and jumped to his death in the river below. He was found dead few days later.

 



Deux minutes d'histoire locale :
"Le Legria"

Cerri Carlo, appelé le Legria, de Gallio, pays de la commune de S.Siro, paroisse de Sta.Maria de Rezzonico. Cerri entra dans l'armée catholique du Cappelli à seule fin de pouvoir s'enrichir et bien vivre de ses crimes et de ses larcins, puisqu'il en avait commis beaucoup dans le cours de sa carrière comme brigand, n'hésitant pas à persécuter même les personnes représentant une autorité sacrée; pour dire, il suffisait qu'il connaisse quelque partisan des français pour que celui-ci soit sûr d'être pris au piège, et d'être tué ou délesté de son argent ou de ses effets précieux. Cerri prenait part à tous les délits, même les plus atroces, commis par les brigands qui opéraient dans la région de Dongo, Gravedona et Menaggio; il était le compagnon inséparable de Carciocco et de Bolò.

Il s'associa aussi à la dite armée des patriotes comasques et lariens, qui allèrent à Salò pour combattre ce peuple, et qui durent rapidement plier bagage et rebrousser chemin pour ne pas être détruits.

Cerri, en cette circonstance, rentra au pays avec de l'argent, gagné par la violence et le crime; et il le dilapida en peu de temps, comme tous ses autres compagnons du Lario.

Par décision de la Haute Autorité du gouvernement français en Italie, il fallait à tout prix détruire les brigands de l'armée catholique commandée par Cappelli; à cette annonce, beaucoup se dispersèrent, et Cerri se réfugia en Suisse où il commit des crimes de toutes sortes; il réussit toujours à échapper aux poursuites lancées par ce gouvernement dont il enfreignait les lois. Un jour qu'il était rattrapé par la force armée, et sûr d'être pris, arrivé sur un pont qui traversait une rivière, il se retourna et s'adressant aux sbires qui allaient l'arrêter, il leur dit fermement : "souvenez-vous qu'on n'arrête pas un Legria..." et il se jeta dans la rivière, où le courant le transporta au loin, et il fut retrouvé mort quelques jours après.